TORRE DEL GRECO E I SUOI TESORI

Corallo

Torre del Greco è la capitale mondiale dell'artigianato del corallo e del cammeo: famosi artisti assicurano la continuità di questa nobile e celebre arte.

Da visitare ci sono inoltre i cantieri navali per la costruzione delle imbarcazioni in legno, ancora assai apprezzate dagli specialisti e dagli appassionati delle attività marinare.

LE MERAVIGLIE ARCHEOLOGICHE DI ERCOLANO

Cosi' come Pompei, anche questo importante centro fu seppellito dalla eruzione del Vesuvio del 79 d.C., ma a differenza della prima (che fu sommersa da cenere e lapilli) Ercolano fu letteralmente inondata da un fiume di fango che devasto' molte strade ed edifici, ma ha consentito la perfetta conservazione di mobili e suppellettili.

E’ questa la ragione per la quale gli scavi che hanno riguardato Ercolano (iniziati per volontà di Carlo di Borbone nel 1738) hanno consentito di recuperare una grande quantità di mobili (soprattutto nella Casa del Mobilio Carbonizzato) e suppellettili, consentendo, tra l’ altro, il ritrovamento di circa duemila papiri (prevalentemente di soggetto filosofico) nel complesso monumentale che, per l’ appunto, è stato ribattezzato Villa dei Papiri.

scavi ercolano

Oltre a quest’ ultima, tra le costruzioni da visitare, figurano anche: il Teatro, la Basilica, le Terme del Foro, la Casa di Nettuno e Anfitrite, (caratterizzata dalla presenza di splendide decorazioni mosaicate), la Casa dell’ Atrio a mosaico, la Casa d’ Argo, la Casa del Bel Cortile, la Casa dei Cervi (che prende il nome dalla la presenza di due gruppi scultorei molto plastici che raffigurano, per l’ appunto, dei cervi), la Casa della Gemma, la Palestra grande, la Casa del Rilievo di Telefo, la Casa del Tramezzo di legno, la Casa a Graticcio, la Casa del Bicentenario (chiamata così perché venuta alla luce, nel 1938, due secoli dopo l’ inizio delle attività di scavo che hanno visto interessata Ercolano), la Casa Sannitica.

IL MIGLIO D'ORO

« Miglio d'oro, Miglio d'oro
Cca se 'ncanta tutt'à ggente
Tiene ll'oro overamente
Tiene ll'oro attuorno a tte! »

Villa Campolieto

Tra la periferia di Napoli ed i confini dei comuni di Torre Annunziata e Torre del Greco, sono ancora conservate alcune tra le piu' grandi bellezze artistiche ed architettoniche dell'Italia Meridionale. La zona conobbe il suo massimo fulgore durante il regno borbonico.

Quando nel 1741, il Re Carlo di Borbone stabilì di far costruire la celebre Reggia di Portici per consentire alla famiglia reale di trascorrervi periodi di villeggiatura più o meno lunghi, infatti, diede implicitamente il via ad una attività di abbellimento della zona.

Desiderose di essere vicine ai propri sovrani anche durante i periodi di svago e di riposo, le migliori espressioni dell’ aristocrazia napoletana e dell’ intero Regno delle due Sicilie, si affrettarono a far costruire sontuose ville lungo quella che - all’ epoca – era conosciuta come la Strada Regia delle Calabrie.

Il "Miglio d'Oro" è attualmente la vera e propria miniera delle ville vesuviane.

IL VESUVIO: UNA MONTAGNA CHE CONTINUA A RISERVARE SORPRESE

Il nome del Vesuvio è strettamente collegato a quello di Pompei, a quello di Ercolano ed a quello di altre località che furono sommerse dalla lava eruttata dal  vulcano nel 79 d.C.

Gli scavi che hanno permesso di riportare alla luce intere città di epoca romana, continuano a richiamare l’ attenzione di turisti e studiosi da ogni angolo del Mondo, ma - più di ogni altra meraviglia - è proprio il Vesuvio che continua a catalizzare le maggiori attenzioni anche per la sua posizione dominante sul Golfo di Napoli.

Vesuvio


La sua calma apparente ed il suo aspetto rassicurante oggi – come è avvenuto duemila anni fa – finiscono con il far dimenticare che esso non solo è l’ unico Vulcano attivo sulla terraferma europea, ma è anche uno dei più grandi di ogni continente.

A rendere particolare il Vesuvio concorre, tra l’ altro, la presenza di  due cime: quella del Monte Somma (alta 1133 metri) e quella del Cono Vesuviano (alta 1281 metri). Le due sommità sono separate tra loro dalla cosiddetta Valle del Gigante. Quest’ ultima a sua volta è suddivisa in Atrio del Cavallo (ad ovest) e Valle dell’ Inferno (ad est).


Una escursione dedicata a questo particolare vulcano può riservare diversi generi di opportunità.
Oltre ad una visita guidata del Vesuvio, infatti, ci si può orientare verso l’ Osservatorio vesuviano (che non solo ospita un attrezzato museo vulcanologico, ma è anche la più antica istituzione scientifica dedicata allo studio dei vulcani), o ci si può concentrare sulle bellezze del Parco Nazionale Vesuviano (che è stato dichiarato “Riserva Mondiale della Biosfera” dall’ UNESCO e comprende il sistema archeologico formato da Pompei, Ercolano, Oplontis e la zona del Miglio d’ oro, lungo la quale si trovano le più belle ville del XVIII e del XIX secolo), o sulle risorse offerte dal Parco letterario del Vesuvio, o, ancora, sugli aspetti enogastronomici che rendono la zona particolarmente interessante e che hanno portato alla individuazione di una strada del Vino (il cui nome è Lacryma Christi) e dei prodotti tipici locali.

 
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